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Collana: Narratori de Il paese dei libri
pagg. 144 / euro 16,00

È possibile stare al mondo senza cercare di nascondersi? 
La domanda è probabilmente scomoda, ma la risposta del tutto arbitraria. Forse è già sufficiente chiederselo. Nel tentativo – non richiesto – di ovviare a tale interrogativo, si possono comunque annegare le angosce nella più schietta finzione letteraria. Nascosti è una raccolta di tredici racconti, che spaziano dal genere storico al diaristico, passando per episodi di pura suggestione fantastica ed altri più spiccatamente introspettivi. Ognuno di essi si impegna a fare luce sul tema dell’occultamento, sia esso volontario, imposto oppure determinato dall’ordine stesso delle cose. Sfuggire agli imperativi dell’esistenza, che reclama continuamente il suo inevitabile tributo, da estinguersi individualmente attraverso azioni e reazioni, non rappresenta forse la strategia più giusta. 
Ma che si esista una sola volta, e in un solo senso, è comunque ancora da dimostrare: la fuga, quindi, diventa azione vitale; nascondersi, invece, un’esperienza intima e fondamentalmente necessaria. 

Collana: Narratori de Il paese dei libri
pagg. 144 / euro 16,00

“Questi antagonismi sociali spiegano perché i personaggi femminili e maschili dei racconti, così imbevuti dell’amor di patria, siano in effetti dei senza patria.
Che cercano, errando in ogni direzione e vincendo ogni paura, un luogo in cui vivere, e non soltanto sopravvivere tra ricordi, nostalgie e sogni infranti; un luogo in cui l’amore tra una donna e un uomo possa godere della protezione di un cielo composto di stelle che non tramontano, senza essere mortificato e spezzato dal maschilismo e dall’indigenza; un luogo in cui coloro che sono oggi oppressi vengano riconosciuti senza riserve quali esseri umani e siano finalmente liberi dall’inferno dell’emarginazione, del carcere, della tortura fisica e psichica, del disprezzo sociale. In mezzo alle più tempestose vicissitudini che sembrano ucciderla ad ogni passo, la speranza di poter approdare a questa vera, definitiva, universale patria, che conterrà in sé tutte le vecchie patrie dissolte, “lentamente cresce, vive e resiste... lentamente”.

Pietro Basso